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PICCOLO E' BELLO SE CRESCE: UN SUCCESSO!


il 1° luglio 2011 si è svolto presso Vibrotek s.r.l. il primo incontro di approfondimento e progettazione tra le piccole imprese tarantine e l’Università Jonica

 

Piccolo è bello se cresce.

Le piccole imprese , oltre ad essere la forza motrice della nostra economia possono diventare il fiore all'occhiello della nostro mondo imprenditoriale se si strutturano per crescere. 

Perché ci sia crescita c'è necessità di confronto.

 

Il 1° luglio 2011 a Faggiano - Taranto, presso Vibrotek srl, il mondo della Università e quello della Piccola impresa hanno dato vita al primo tavolo di confronto sulla tematica della innovazione quale leva strategica per le piccole imprese joniche.

 

All'incontro hanno partecipano :

Massimo Di Giuseppe, presidente del Comitato piccola industria di Confindustria Taranto e promotore del motto: Piccolo è bello!

Prof. Nicola Costantino - Rettore Politecnico di Bari;

Prof. Gregorio Andria - Preside II° Facoltà di Ingegneria di Taranto;

Rappresentante Vibrotek srl;

Barbara Abo - Aron srl;

Daniele Del Genio - Calceviva srl;

Maurizio Barbato - Skipper srl;

Vincenzo Fanelli - Clean Industrial Service s.r.l.;

Biagio Capriulo - Estroarredi srl;

Franco Ciullo - F.C. s.r.l.

Vito Lobasso - Presidente Confesercenti Taranto

Mario Mantovani - Fidindustria

Clemente Soloperto - Confindustria

Pietro Panzetta - UCID

Giuseppe Scornavacca - UCID

Giuseppe Fischetti - Presidente Sez. UCID Arcidiocesi di Taranto

Alfredo Cofano - M.a.r.r.a. srl

Francesco Palazzo - Ceramiche ETI srl

Giuseppe Bruno - Consorzio "Le Caselle"

Arch. Vincenzo Ruta - P.R. Costruzioni srl

Ing. Pasquale Annicchiarico

D.ssa Barbara Scozzi - Ricercatrice II Facoltà Ingegneria Taranto

 

 

 

Il confronto si avvia sulla base dei risultati di una "ricerca in materia di innovazione  nelle piccole imprese"  condotta da Studi Economici e descritta dal presidente della Associazione di ricerca - Dott. Alessandro Desiderato - nonchè animatore dell'incontro.

 

Interessante sottolineare alcuni aspetti emersi dalla ricerca e relativi al vissuto imprenditoriale:

  1. le piccole imprese ritengono "poco concreti" i percorsi di ricerca avviati dalle università
  2. le piccole imprese scambiano la domanda di "assistenza tecnica" con gli "aiuti per la ricerca".
  3. le piccole imprese, quando entrano nell'università, si sentono trascurate e spesso inadatte all'incontro con il mondo dei saperi scientifici.
  4. le piccole imprese ritengono troppo costosa e farraginosa la ricerca fatta con le università.
  5. le piccole imprese evitano di coinvolgere le università nei bandi pubblici perché non le ritengono in grado di gestire le fasi amministrative di loro competenza.
  6. le piccole imprese non conoscono le ricerche condotte dalle università.
  7. le piccole imprese non possono seguire i tempi delle università, andrebbero in default  prima di ottenere i risultati di ricerca minimi.

 

L'analisi prende in considerazione anche il mondo universitario: dai monitoraggi in itinere ed ex-post, effettuati su scala regionale, sui progetti di ricerca sperimentale e sviluppo pre-competitivo realizzati in partenariato tra imprese ed università pugliesi emerge, infatti, che:

 

  1. Le università considerano le piccole imprese pugliesi poco orientate all'innovazione e non attrezzate ad accogliere i nuovi saperi scientifici.
  2. Le università non ritengono che le piccole imprese abbiano la dimensione adatta per sviluppare collaborazioni in materia di ricerca applicata.
  3. Tra università ed imprese contano più le relazioni personali tra singoli docenti ed imprenditori che le forme istituzionali di collaborazione tra enti diversi.
  4. La struttura universitaria è troppo complessa per rispondere alle domande immediate di problem solving espresse dalle piccole imprese.
  5. L'esigenza è: passare dai singoli professori che offrono consulenze individuali, ad Università che -come sistema- accompagnano le imprese nei percorsi di sviluppo.

 

L'ipotesi di lavoro, comune ad entrambi i soggetti - università ed imprese - passa attraverso la definizione di alcuni obiettivi: 

 

  • Promuovere l'informazione e lo scambio di know-how tra imprese locali e centri di ricerca, favorendo i contatti tra le aziende ed il sistema universitario jonico. 
  • Rafforzare la conoscenza sui nuovi brevetti e sui progetti di ricerca avviati dalle imprese e dal sistema universitario locale.
  • Esportare le migliori sperimentazioni realizzate dai centri di ricerca e le imprese.
  • Costruire una "vetrina" permanente della ricerca locale applicata alle produzioni eco-sostenibili.
  • Perché gli obiettivi siano tradotti in "azioni concrete" e sia possibile definire un percorso di crescita  si prospetta l'opportunità di intervenire sul territorio mediante la creazione di "reti e canali di comunicazione"  in grado di creare e mantenere una relazione tra le parti e verso terzi.

 

Al vaglio l'opportunità di:

 

  • Istituire un borsino locale della ricerca applicata sui materiali, i metodi e le nuove reti dei saperi e dello sviluppo industriale attribuendo valore economico agli scambi ed alle buone prassi di collaborazione tra imprese e università a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale; Istituire l'anagrafe  locale della ricerca;
  • Promuovere e supportare la costituzione di laboratori territoriali della diffusione tecnologica e della ricerca.
  • Costruire il Portale della ricerca applicata alla produzione nella provincia jonica .    

 

19/07/2011
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